di Martina Ferlisi
La società di gestione ha citato in giudizio la piattaforma perché ritiene insufficienti i diritti riconosciuti ai professionisti sulle opere che distribuisce. È una partita decisiva per tutto il settore, spiega la direttrice Cinzia Mascoli
Tratto da Altreconomia 297 — Novembre 2026
C’è una questione che riguarda Netflix e la remunerazione degli attori e doppiatori italiani coinvolti nelle serie o nei film disponibili nella piattaforma che rimane irrisolta. Ad aprile 2024 la collecting Artisti 7607 ha infatti citato in giudizio la multinazionale presso il Tribunale civile di Roma, valutando le proposte economiche fatte ad attori e doppiatori in merito ai diritti connessi, prive di quel carattere “adeguato e proporzionato ai ricavi” previsto dalle normative europee, come ha chiarito la “Direttiva Copyright”. Ne abbiamo parlato con Cinzia Mascoli, direttrice della realtà che rappresenta oltre 3.500 artisti tra cui Elio Germano, Neri Marcorè, Carmen Giardina e Michele Riondino.
Mascoli, che cos’è Artisti7607 e quando nasce?
CM Artisti 7607 è una società cooperativa che amministra i diritti connessi di migliaia di attori e doppiatori.
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